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Fantasmi di Ascalon: Recensione

Attenzione: Questa recensione è Spoiler Free! Ho inserito solo alcuni commenti generali sulla trama e sui personaggi ma nessun dettaglio di questi viene rivelato.

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Dettagli del Prodotto (Versione Inglese | Italiana)

  • Titolo: Ghosts of Ascalon | Fantasmi di Ascalon
  • Autore: Matt Forbeck, Jeff Grubb
  • Editore: Simon&Shuster | Multiplayer.it Edizioni
  • Numero pagine: 384 | 352
  • Data rilascio: 27/07/2010 | 06/09/2010
  • Prezzo: 7.99 $ | 17.90 €

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Fantasmi di Ascalon (Ghosts of Ascalon) è il primo di tre romanzi ispirati alla serie di Guild Wars, frutto della collaborazione tra Matt Forbeck e Jeff Grubb. Ho avuto la possibilità di leggerlo in lingua inglese e devo dire di essere rimasto piacevolmente colpito.

Personaggi

Il libro segue la storia di Dougal Keane, un avventuriero umano, l’unico essere vivente che abbia mai fatto ritorno dalla città fantasma di Ascalon. Il personaggio ricorda da vicino una sorta di Indiana Jones, specialmente nella prima parte, ma nonostante questo riesce ad essere tutt’altro che piatto, con una personalità ben sviluppata e approfondita attraverso dialoghi, pensieri e comportamento.

Per quanto riguarda i vari comprimari, ad un primo impatto i personaggi delle varie razze possono apparire troppo stereotipati, ma ben presto ci si affeziona ai loro “modi di fare”. Le ingenuità della Sylvari, Killeen, e del personaggio Norn, Gullik, non mancano di strappare più di un sorriso durante la lettura. Ognuno dei personaggi ha la possibilità di dire qualcosa su se stesso, sulla propria razza e sulla propria visione del mondo, permettendo al lettore di familiarizzare con tutti i protagonisti e di conoscere meglio il mondo di Guild Wars.

Nel complesso dunque i personaggi risultano davvero ben costruiti; unici difetti: la mancanza di una veramente buona descrizione fisica, che rimane quasi interamente all’immaginazione del lettore, e una forse lievemente eccessiva vicinanza di ognuno dei personaggi allo stereotipo della propria razza.

Struttura

Non aspettatevi grandi e minuziose descrizioni né dialoghi particolarmente sottili ed articolati (come quelli che si trovano in libri del calibro de “La Ruota del Tempo“, per capirci): la struttura è più simile a quella dei libri della serie “Dragonlance“, in cui è l’azione l’elemento prevalente. I vari capitoli si succedono rapidamente e si viene facilmente trascinati dalla storia con la curiosità, sia di scoprire cosa è accaduto nel passato del protagonista, sia di vedere finalmente cosa avverrà nel futuro. Le vicende seguono in genere un andamento altalenante, con momenti dedicati al dialogo e ai pensieri dei protagonisti, e momenti in cui le azioni su succedono senza tregua e non senza importanti colpi di scena. Il tutto è ben curato e praticamente privo di incongruenze, a dimostrazione ulteriore dell’attenzione con cui ArenaNet sviluppa i suoi prodotti.

Trama

La storia racconta le vicende di un mal’assortito gruppo di avventurieri che in un modo o nell’altro si ritrova sulle tracce di un antico artefatto che potrebbe cambiare le sorti della guerra tra umani e Charr.

La trama è piuttosto ben sviluppata anche se non eccessivamente complessa. Si tratta di una storia che a tratti richiama alla mente libri o film anche piuttosto noti, come nel caso del già citato Indiana Jones, o della parte centrale che difficilmente non ricorderà Star Wars, ma che al di là di queste parentesi si sviluppa assolutamente in maniera autonoma all’interno di un mondo, come quello di Guild Wars, assolutamente originale, ricco di personaggi, misteri e storie da raccontare.

Non mancano naturalmente gli approfondimenti (principalmente basati su dialoghi o pensieri dei protagonisti) che raccontano in maniera abbastanza completa la trama di base di Guild Wars. La  cosa risulta rallentare a tratti il passo del racconto, e potrebbe (non è stato il mio caso) risultare fastidiosa per i fan della serie, ma pone comunque le basi indispensabili per la comprensione della vicenda da parte dei “nuovi arrivati”. Interessante l’idea di raccontare la storia dei tre grandi regni umani attraverso una rappresentazione teatrale, nella parte iniziale del libro.

Giudizio Finale

Sicuramente un libro consigliabile soprattutto a chi ha giocato Guild Wars o almeno ne conosce in parte la trama. Anche chi non rientra in queste categorie potrà certamente godere di un ottimo libro fantasy, ambientato in un mondo estremamente ricco e sviluppato, e scritto in maniera pulita ed efficacie. Purtroppo credo sarà un pò più difficile in quest’ultimo caso entrare nell’atmosfera e godere del piacere di ritrovare tracce della storia del mondo di Guild Wars e indizi su quella che sarà la trama futura di Guild Wars 2. Nomi, personaggi, luoghi e vicende richiamano continuamente elementi della trama della prima campagna del gioco Guild Wars: Prophecies, e in misura minore dell’espansione Eye of the North, permettendo a chi le ha giocate di muoversi a proprio agio all’interno di questo libro. Per gli altri l’impresa potrebbe dunque essere più ardua, ma resta il fatto che siamo di fronte ad un ottimo libro fantasy, scritto chiaramente non per essere venduto per il nome che porta, ma piuttosto per la qualità e la cura con cui è stato realizzato.

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VOTO

8,5

(Per i fan della serie)

7

(per gli altri)

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Pro

Storia avvincente e ben costruita

Buona costruzione e sviluppo del personaggi

E’ Guild Wars

 

Contro

Non immediato per chi non conosce Guild Wars

Molte pause per lo sviluppo dell’ambientazione

Vi lascerà la voglia di giocare a Guild Wars 2!


 

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