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Edge of Destiny: Recensione

Attenzione: Questa recensione è Spoiler Free! Ho inserito solo alcuni commenti generali sulla trama e sui personaggi ma nessun dettaglio di questi viene rivelato.

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Dettagli del Prodotto (Versione Inglese | Italiana)

  • TitoloEdge of Destiny | Edge of Destiny
  • Autore: J. Robert King
  • EditoreSimon&Shuster | Multiplayer.it Edizioni
  • Numero pagine432 | 400 (circa)
  • Data rilascio28/12/2010 | 03/03/2011
  • Prezzo7.99 $ | 19.00 €

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Edge of Destiny è il secondo dei tre romanzi ispirati alla serie di Guild Wars per ordine di pubblicazione. Il libro è stato scritto da J. Robert King, sul quale potete leggere la traduzione di una interessante intervista sul nostro sito, in questa pagina. La qui presente recensione è basata sulla versione inglese del romanzo.

Trama

Le vicende di questo secondo capitolo si svolgono in realtà 5 anni prima di quelle narrate in Fantasmi di Ascalon e, per la precisione, nell’anno 1319 A.E. (dove la sigla sta per After Exodus, in quanto l’anno “zero” corrisponde al momento in cui gli Dei hanno lasciato il mondo). Ci troviamo dunque 199 anni dopo il risveglio del primo Antico Dragone, Primordus, e 241 anni dopo le vicende narrate nell’espansione Eye of the North dell’originale Guild Wars.

In questo libro si intrecciano le vicende di coloro che andranno a costituire la Gilda di eroi nota appunto come “Destiny’s Edge”: Eir, la Norn sempre accompagnata dal suo fedele lupo Garm; Zojja, la giovane apprendista Asura che segue il suo mentore Snaff; Caithe, una curiosa e giovana Sylvari appartenente ai Primi Nati; Rythlock, un membro della Legione del Sangue che ha lasciato la sua Banda; e Logan, discendente di Gwen e Keiran Thackeray (personaggi ben noti a chi ha giocato GW). Leggeremo dunque delle vicende personali di questi Eroi, apprenderemo quali eventi hanno portato della fondazione della Gilda Destiny’s Edge e avremo modo di scoprire le loro grandi imprese.

La storia è piuttosto ben strutturata ma non particolarmente complessa. L’intera trama si focalizza principalmente sull’azione e sui combattimenti, e risulta piuttosto avvincente e incalzante nel complesso. A differenza di quanto accadeva in Fantasmi di Ascalon non vi sono lunghe pause dedicate alla presentazione del background o all’approfondimento della storia dei personaggi. Anche i dialoghi sono sempre abbastanza “snelli”, basandosi in genere su un rapido scambio di battute piuttosto che su lunghi “monologhi”. Fatti antecedenti e ambientazione vengono dunque dipanati poco per volta e perlopiù in maniera indiretta, attraverso gli eventi o i dialoghi dei personaggi, rendendo la lettura meno pesante e decisamente più godibile soprattutto per chi conosce già (almeno in parte) la storia di Tyria.

Personaggi

Ancora una volta, ben poco spazio viene dedicato alla descrizione fisica dei personaggi, e anche l’aspetto “introspettivo” risulta piuttosto marginale. Tutto ciò che si deve sapere dei protagonisti emerge dalle loro azioni, dai loro comportamenti e… dal loro modo di combattere. Da questo punto di vista non possiamo dire che il libro sia particolarmente soddisfacente, risultando la psicologia dei protagonisti piuttosto piatta e in qualche modo “banalizzata”.

Di fatto, Rythlock e Logan sembrano due bambini sempre pronti a bisticciare, dando luogo a qualche situazione in grado di strappare un sorriso, ma non risultando particolarmente “attraenti”. Caithe si mostra interessante nella prima parte della storia per poi passare in secondo piano a praticamente scomparire nella seconda metà. Gli unici personaggi che risultano in qualche modo più curati sono senza dubbio i due Asura e la Norn Eir. Anche qui però qualcosa stona… chi ha giocato GW o ha letto il primo libro sa bene quanto sia egocentrico ed egoista il carattere degli Asura e non mancherà di stupirsi di come invece quelli che compaiono in questa storia sembrino in qualche modo “addolciti”. Ripensamento di ArenaNet? O semplicemente dobbiamo ricordare che l’abito non fa il monaco?

Struttura

Azione e combattimenti la fanno da padrone in questo Edge of Destiny. Quasi ogni battaglia viene descritta dall’inizio alla fine, con scambi di colpi e capovolgimenti di fronte degni di un film (o di un buon videogioco). Se la molta azione e la carenza di punti morti possono essere un pregio, sta di fatto però che forse si hanno fin troppi combattimenti, al punto che in certi momenti si ha l’impressione che qualcuno avrebbe potuto essere evitato, o quantomeno, che si sarebbe potuta evitare la descrizione dettagliata di come ognuno dei singoli nemici è stato abbattuto. Nonostante questo, la buona varietà degli avversari incontrati, delle situazioni e delle tattiche usate in battaglia, riesce a bilanciare i difetti e a tenere sempre vivo l’interesse.

Giudizio Finale

Se vi è piaciuto Fantasmi di Ascalon, questo secondo libro ha tutte le carte in regola per piacervi ancora di più. Molta azione e molti combattimenti rendono la storia scorrevole e coinvolgente, ma allo stesso tempo lasciano ben poco spazio per l’introspezione e l’approfondimento del background e dell’ambientazione, così come accaduto in Fantasmi di Ascalon. Il libro non manca inoltre di svelare importanti frammenti della trama dall’originale Guild Wars. Vi siete mai chiesti quale sia l’origine del drago Glint, l’Oracolo delle Profezie del Cercatore della Fiamma? Il perchè si sia schierata dalla parte degli esseri umani? O la sua relazione con gli Antichi Dragoni? Ebbene, Edge of Destiny potrà finalmente rispondere alle vostre curiosità (anche se dovrete comunque attendere fino agli ultimi capitoli!). Per concludere, si tratta di un libro principalmente rivolto ai fan della serie, che mantiene i pregi del primo Fantasmi di Ascalon ma si presenta con qualche difetto in meno dal punto di vista della fluidità della narrazione, dunque, lasciandosi leggere con piacere e non mancando di interessare il lettore con qualche rivelazione sulla trama principale del gioco.

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VOTO

9

(Per i fan della serie)

7

(per gli altri)

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Pro

Molta azione e tanti combattimenti

Alcuni buoni personaggi e storia coinvolgente

Fedele al gioco sotto molti punti di vista

 

Contro

Troppi combattimenti?!

Descrizioni di ambientazioni e personaggi ridotte all’osso

Vi lascerà ancora di più la voglia di giocare a Guild Wars 2!

 

 

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