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Le Legioni dei Charr

23 Apr

Ultimo articolo della settimana dedicata ai charr. Concludiamo in bellezza espandendo il background relativo alle quattro grandi Legioni in cui è suddiviso questo popolo.

Nell’anno 1090 del calendario Mouveliano, il Re Adelbern, ultimo regnante umano di Ascalon, evocò la Brucianemici. Gli umani che vivevano nel regno furono uccisi da quella temibile magia solo per tornare nuovamente come fantasmi. Nel 1112 le Alte Legioni dei charr reclamarono il controllo di Ascalon. Solo quattro anni più tardi, Kalla Scorchrazor, un membro della Legione del Sangue, si presentò davanti a Forge Pugnoferrato, imperatore della Legione di Ferro, per invocare il suo aiuto nel liberare la sua gente dal controllo degli sciamani. Insieme Kalla e Forge guidarono la ribellione contro la Legione di Fiamma, distruggendo la loro tirannica supremazia. Solo allora, le tre Legioni, Sangue, Cenere e Ferro, ricostruirono una nazione dalle rovine del passato.

“Sei un codardo.”

“Sei un pazzo.”

Le lame sgusciarono fuori dai loro foderi con uno stridente suono rabbioso, e solo gli artigli del centurione della Legione di Ferro riuscirono a evitare che si spargesse sangue sul campo di battaglia.

“Fermatevi! Tutti e due!” ruggì il comandante. I suoi occhi neri esitarono su quei soldati indisciplinati, e questi lentamente misero via le loro spade. “Ho sei bande da organizzare, soldati, e non posso perdere tempo a farvi da balia. Tenete a freno le vostre code! Sono ormai cinque anni che lottate così. Uccidetevi a vicenda subito o finitela di sprecare il mio tempo!”.

Il Legionario Via Tagliavene teneva i pugni chiusi. Poi ringhiò con una obbedienza a malapena sotto controllo: “Bene. Ma se questa piagnucolosa e deboluccia mascella bianca cerca di dirmi cosa devo fare ancora una sola volta…”

“Se smetto di dirti cosa fare e finisci in un’imboscata saranno fatti tuoi”. L’altro charr, un maschio di piccola taglia della Legione di Cenere, passò i suoi artigli sulla bianca impugnatura delle sue lame. “Voi e la vostra Legione di Sangue finirete per essere tramutati in mostri Marchiati”, sogghignò. “Ma in fondo, essere corrotta da un Dragone potrebbe forse renderti perfino più piacevole, Via”.

Via si portò in avanti ancora più infuriata, ma il centurione si mise sulla sua strada. “Sei inopportuno, Feros!”. Il centurione li spinse entrambi indietro. “State lontani!”. Colpendo con un dito il torace dell’esploratore, il centurione disse brutalmente, “Il tuo dovere, rifiuto di Cenere, è quello di scortare questa banda attraverso la Distesa di Foulblain fino al Forte di Kinar. Se non puoi farlo, allora troverò qualcun’altro che sia in grado! ”

Feros l’Ottenebrato soffocò un ringhio e lasciò andare le sue armi. “Bene. Prometto che vi guiderò attraverso il Marchio, ma solo se mi tenete quella lunatica fuori dai piedi”.

“Bene.” fece eco Via. “Mostrami la strada. Poi togliti di torno.”

Il Ritorno delle Legioni Charr

Anche dopo la riconquista di Ascalon, rimanevano molti problemi da affrontare. Le tre Legioni (Ferro, Cenere, e Sangue) si contrastavano per determinare le loro identità e gerarchie. Molti leader che continuavano ad essere fedeli alla Legione di Fiamma furono assassinati o sconfitti in combattimento. Nuove voci sorsero a sostituirli, e la razza charr si frammentò. Solo attraverso la forza delle bande, con la loro naturale adesione alla catena del comando, la nazione charr potè sopravvivere a questo turbolento periodo. E, con un’ironia che non era andata persa nei charr, la maledizione di Adelbern divenne parte integrante di quella spinta a sopravvivere.

Una volta che la stretta della Legione di Fiamma fu annullata, gli sciamani e i loro seguaci si ritirarono nelle Montagne di Blazeridge a leccarsi le ferite. La fuga fu possibile prima di tutto perchè le tre Legioni erano troppo focalizzate nel ricostruire le loro gerarchie interne dopo generazioni sotto il dominio della Legione di Fiamma. Ma dopo che le fondamenta delle Legioni di Ferro, Cenere e Sangue furono ricostruite, divenne inevitabile che queste si contrastassero per cercare ognuna di sfruttare le debolezze delle altre nel tentativo di distruggersi a vicenda.

Questo è esattamente quello che sarebbe potuto accadere se non fosse stato per i fantasmi di Ascalon.

La maledizione di Adelbern sulle terre di Ascalon si riversò anche sugli umani. In un attimo le loro forme fisiche vennero distrutte e i loro spiriti furono dannati e costretti a vagare per quelle terre per sempre, in una lotta senza fine contro i charr. Poichè questi nemici non arretrano e non sembrano poter essere sconfitti, le Alte Legioni dei charr furono costrette a collaborare per sopravvivere. Nonostante detestino unire le loro forze, la necessità di difendere loro stessi e Ascalon, portò le tre Legioni a lavorare assieme senza dover effettuare sacrifici individuali.

Attualmente, le Legioni di Ferro, Cenere e Sangue operano  assieme in una traballante alleanza. Smodur l’Inflessibile comanda la Legione di Ferro dalla sua fortezza nella Cittadella Nera. A Est, oltre le Montagne di Blazeridge, l’Imperatore Bangar Portarovina controlla le terre della Legione del Sangue. Malice Lamaombra, una giovane femmina charr, governa come imperatore della Legione di Cenere. Nonostante le tre Legioni si contrastino continuamente, sono comunque riuscite a mantenere un generale stato di collaborazione. Ogni Legione è indipendente, ma tutte e tre inviano truppe e supporto ad Ascalon per sradicare la minaccia umana. Smodur sà bene che le truppe di Malice non sono lì solo per aiutare, ma anche per fare da spie per conto della loro Imperatrice; come, i due leader si rispettano l’un altro. Bangar è il vero elemento imprevedibile, inaffidabile e pronto agli scatti d’ira. Comunque, il suo odio per gli umani supera i sospetti verso gli altri Imperatori, e ha pertanto inviato un gran numero di truppe al servizio della Cittadella Nera.

Una tempesta infuriava sul Marchio. Qualche lampo occasionale illuminava brevemente gli strani cristalli distribuiti sulle pianure corrotte. Una solitaria banda charr sfilava sulla sabbia, mentre gli stivali calpestavano un terreno troppo insidioso e mutevole. 

Feros si fermò, alzando un pugno in silenzio per segnalare la battuta d’arresto. La banda della Legione di Sangue si congelò immediatamente sul posto. Via annusò cautamente l’aria, riuscendo a captare solo un vago sentore di pericolo. Dopo un momento, l’esploratore venne loro incontro strisciando sulle rocce frantumate e sussurrò, “Nemici più avanti. Si direbbero guai in arrivo”. Disegnò una mappa sulla sabbia indicando posizione, distanza e numero: “Hanno già percepito i nostri odori”.

“Allora è il momento di uccidere”. Via socchiuse gli occhi. Si voltò a guardare la sua banda, amici fin dall’infanzia. I loro volti erano tesi e rigidi. Riconoscevano il pericolo. La pianura più avanti era solida. Un luogo eccellente per combattere. “Preparate l’assalto. Due nelle retrovie, il resto con me. Al mio segnale…”

Quattro creature enormi comparvero sulla collina. Erano orrendi, contorti dalle energie del Marchio. A giudicare dai loro crani malformati ed enormi, e dalle zampe artigliate, quelle mostruosità potevano essere stati in passato orsi o gatti di montagna. Ora, non erano altro che gusci contorti e ripieni dell’odio omicida di un Dragone. Quattro. Molto più di quanto potessero affrontare. Non era nemmeno sicura che la banda potesse sconfiggere uno solo di quegli esseri.

Via non si rese conto che aveva fatto un passo indietro fino a quando sentì la mano Feros sul suo avambraccio, che cercava di mantenerla in equilibrio.

“Stai bene?” Chiese. La sua voce era bassa e le sue orecchie riuscirono a malapena a cogliere il significato.

“Sono … grandi.” Sussurrò tremando le parole prima di rendersi conto di aver parlato. Irrigidendosi, Via tirò via il braccio, come se quella mano fosse carbone ardente premuto contro la sua pelle. Impugnò la sua spada. “Non essere un codardo, Feros. Li possiamo abbattere”.

Feros sorrise con un’espressione non particolarmente diversa dal suo ringhio. “Possiamo provarci, sicuro come l’inferno”.

Il Comandante della Cittadella

L’Imperatore della Legione di Ferro è un vecchio e rigido soldato, un veterano sopravvissuto a numerose battaglie, noto come Smodur l’Inflessibile. Smodur è corpulento, eccezionalmente muscoloso per la sua età, e porta le cicatrici della vita di un soldato. Gli rimane un solo occhio, che usa per sondare attentamente i suoi subordinati, e la sua corazza bluastra è stata ormai riparata un infinito numero di volte.

Smodur è un esperto ingegnere e un brillante architetto e progettista. Negli anni, è stato responsabile di molti avanzamenti tecnologici che hanno aumentato la potenza della Legione di Ferro. L’Imperatore considera la sua Legione charr come la più “rivolta al futuro”. La sua natura inusualmente progressista ha indotto Smodur a consentire l’accesso alla Cittadella Nera anche a rappresentanti di altre razze, almeno fintanto che queste provano il loro valore ai charr. Smodur sta anche lavorando a un trattato di pace con gli umani che difendono la fortezza di Ebonhawke — un luogo che è stato per lungo tempo una spina nel fianco della Legione di Ferro. Come condizione per la pace i charr hanno chiesto agli umani di restituire loro un antica e potente arma andata perduta durante l’evocazione della Brucianemici: l’Artiglio del Khan-Ur.

Alcuni dicono che Smodur chiede questa antica arma così da poter reclamare la sovranità sui charr. Altri ipotizzano che egli voglia distruggere l’Artiglio ed eliminare l’eredità del Khan-Ur, nella speranza che il suo popolo possa continuare ad avanzare senza più guardarsi alle spalle.

“Alzati, soldato!” Via ruggì rivolta all’ultimo della sua banda. Bloccò gli artigli dell’enorme mostro sul suo scudo e cercò di rispondere con un colpo di spada. Lo sguardo vitreo negli occhi del suo compagno caduto parlavano chiaro. Era morto, come gli altri. Fratelli e sorelle del fahrar che avevano combattuto al suo fianco fin dall’infanzia. Nonostante le tre bestie che avevano abbattuto – uno lo aveva ucciso Via da sola – non riusciva a fermare l’assalto del quarto. Sentiva dolore ovunque e l’arma nella sua mano si faceva più pesante ad ogni attacco.

Lo scudo di Via andò in frantumi, facendo piovere ferro e trucioli di legno sul suo muso. Lei barcollò all’indietro e fece ondeggiare ferocemente la sua lama, cercando di respingere il nemico finchè non le fosse tornata la vista. Un’ampia falciata con la lama – ma la sua spada non colpì nulla. Via aprì gli occhi, temendo il peggio … giusto in tempo per vedere la mostruosa creatura Marchiata barcollare e collassare a terra. Un pugnale dal manico bianco aveva trafitto il suo cuore cristallino.

Feros stava fra lei e la bestia, il suo corpo squarciato dalle spalle alla coda. Riuscì solo ad emettere un ringhio mentre cadeva sulle sue ginocchia. “Pazza”.

Ignorando le sue stesse ferite, Via si portò al suo fianco, strappandosi di dosso il mantello e riducendolo in strisce con cui fasciare le sue ferite. Come infastidito, l’esploratore allontanò debolmente le sue mani. “Lasciami morire. Vai, prima che l’odore del sangue ne attiri altri…”

“Codardo.” Lei ringhiò, legando i nodi più stretti.”Rinunci a combattere?”

“Sono messo male, Via.”

“Starai meglio”, mentì.

Feros trasse un profondo respiro. “Daccordo. Ma dobbiamo andarcene da qui. Se cercherai di portarmi ti rallenterò”.

“No.” Le sue mani si fermarono sopra i nodi della benda. “Se ti muoverai riprenderai a sanguinare. Porterò qualcuno qui ad aiutarti. Meno di un giorno”.

Il soldato della Legione di Cenere sbuffò con disgusto. “Vai da sola e non riuscirai a combinare nulla. Così tutti e tre moriremo. E’ così… o tutti o nessuno”. Feros chiuse gli occhi per il dolore affannoso. Quando li riaprì, il suo ringhio era tornato. “Ho promesso che avrei visto ripulito questo luogo, idiota sanguina-cervello. E così farò”.

Impiegò solo un respiro per prendere la sua decisione. Issò il soldato della Legione di Cenere sulla sua schiena. Feros si appigliò con le braccia attorno al suo collo. Senza ulteriori discussioni si diressero a Nord, verso Kinar.

Catena di Comando

Il vero capo della nazione charr è il Khan-Ur, considerato come il primo Imperatore. Questi ha il controllo sui quattro Imperatori delle Alte Legioni e coordina tutte le armate dei charr. L’ultimo Khan-Ur è stato assassinato quando gli umani sono giunti nel continente di Tyria e hanno cacciato i charr da Ascalon. Alcuni charr hanno cercato di reclamare il titolo in seguito, ma nessuno è mai riuscito a riunire veramente le Legioni sotto un unico trono. Senza un Khan-Ur, ognuna delle quattro Legioni è sotto il controllo di diversi Imperatori, che mantengono una autorità suprema sulla organizzazione delle Legioni.

Sotto ciascun Imperatore ci sono i primi comandanti, i tribuni. Una Legione ha raramente più di dieci tribuni, e questi ufficiali controllano un intero teatro di guerra o una grande fetta di territorio. Sotto i tribuni troviamo i centurioni. Ciascun centurione controlla un certo numero di bande (o “compagnie”) e coordina le manovre su un’ampia scala nel contesto dell’autorità del tribuno. Nelle aree in cui si coordinano più centurioni, può venir nominato un primo centurione – “il primo tra eguali”. Il primo centurione controlla una forza di assalto attiva costituita da 3-5 grandi compagnie; questo numero è minore di quello che sottostà all’autorità del tribuno, ma è comunque consistente.

Ciascuna banda ha i suoi propri legionari. I legionari sono il vero cuore delle Legioni. Essi guidano le loro bande (tipicamente gruppi di 5-15 charr) nelle missioni, li conducono alla vittoria, e forniscono una leadership individuale alla squadra. Sotto il loro comando si trovano i soldati semplici di ciascuna Legione – i membri delle bande che costituiscono il grado e le file della forza charr.

Nelle Alte Legioni esistono anche dei gradi che non si riferiscono direttamente alla catena di comando. Un Brevetto è un comandante temporaneo su campo che viene impiegato in caso di emergenza. Quello di Questore è un titolo della Legione utilizzato per il quartiermastro, una posizione tipicamente assegnata a un vecchio soldato le cui abilità sul campo si sono ormai ridotte ma la cui esperienza e capacità di gestione rivestono un grande valore. Quello di Scrapper è il termine usato nelle bande per indicare colui che assegna le punizioni, indipendentemente dal rango ufficiale.

“Primo” è il titolo per un istruttore adulto di un fahrar. Quando i cuccioli nascono, sono portati nel fahrar della Legione per essere educati e cresciuti in una banda composta da altri cuccioli della stessa età (o simile). Il Primo fornisce educazione e guida, preparando i giovani della banda per la vita come soldati nella Legione.

Nei ranghi più bassi delle Alte Legioni si trova il gladiatore. Un gladiatore è un charr senza banda; a questi viene dato scarso rispetto e responsabilità – indipendentemente dal loro precedente titolo o rango. Senza una banda, un charr non viene ritenuto affidabile. E’ un compito di ogni gladiatore quello di riunirsi quanto prima possibile ad un’altra banda. Finchè non lo fanno, sono visti come pecore nere nei registri della Legione e sono guardati dall’alto in basso.

C’è una differenza concreata tra un gladiatore e un charr che è stato allontanato temporaneamente dalla sua banda. Il primo non ha supporto e nessuna posizione nella gerarchia, a parte quella sullo scalino più basso. Il secondo sta semplicemente eseguendo un compito o una missione solitaria lontano dalla sua unità. E’ accettabile per un charr stare lontano dalla sua banda per un lungo periodo, quando il dovere lo richiede. Ma i charr coinvolti in missioni solitarie, diversamente dai gladiatori, hanno sempre le loro unità a cui far riferimento e a cui ritornare quando il compito è stato portato a termine.

Il Primo dei giovani del fahrar alzò un sopracciglio quando vide un legionario del Sangue dirigersi verso la cava.Le sue ferite non erano ancora guarito nel viaggio attraverso il Marchio, e le cicatrici causate dagli enormi artigli erano ancora fresche sul suo corpo. Nelle sue braccia teneva un cucciolo dal pelo scuro di non più di due settimane. “Legione del Sangue?” La sbeffeggio il Primo. “Questo è un fahrar della Cenere.”

“Io so dove sono,” ringhiò ferocemente il guerriero scoprendo i denti. “Prendete questo piccolo e niente più”. Nonostante le sue parole, tenne il suo cucciolo a se per un altro momento, sfiorando di nuovo il pelo delle orecchie e lasciando che il bambino si appigliasse scherzosamente al suo dito artigliato.

“Chi è il padre?” Chiese il Primo della Cenere con curiosità.

La sua risposta fu servita con uno sguardo tagliente. “Non sono affari tuoi, Rifiuto di Cenere.” Guardò il cucciolo una volta di più prima di farlo andare dolcemente tra le braccia del Primo. “Era uno dei tuoi. Questo è tutto quello che dovete sapere. ”

Il Primo mise il bambino con gli altri: la banda cui un giorno avrebbe dovuto fare affidamento. “Il cucciolo ha un nome?” Chiese cautamente, chiamando il guerriero della Legione di Sangue mentre si allontanava.

Lei si fermò, guardando alle sue spalle spalla.”Veros,” grugnì. Il guerriero della Legione di Sangue mise la mano su un pugnale dal manico bianco, che teneva appeso alla sua cintura. “E, Primo? Digli che suo padre era un vigliacco”. Dopo un istante, mormorò sottovoce,” Poi assicurati che cresca allo stesso modo. ”

Via abbassò la testa come se avesse un peso sulle spalle, e lentamente lasciò il fahrar.

 
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Pubblicato da su 23 aprile 2011 in Blog Ufficiale, Le Razze di Tyria

 

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