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Lo Spirito Leggendario

26 Feb

Quello di oggi sul Blog Ufficiale di ArenaNet è l’ultimo post della settimana dedicato ai Norn. Parliamo nuovamente di Spiriti della Natura, con un lungo approfondimento sulla cultura e la religione di questa razza di possenti eroi.

La vita nelle ghiacciate Cimefredde comporta numerose grandi sfide, e coloro che scelgono di vivere là devono essere possenti come le montagne stesse. I Norn hanno molte virtù, e tra queste la loro feroce tenacia e il gusto per le sfide che la vita porta con sé. Una delle parti più importanti della cultura Norn è la loro venerazione per gli Spiriti della Natura, manifestazioni che incarnano il mondo naturale. Questi Spiriti non sono solo fonti di ispirazione, sono guide e alleati nel difficile cammino della vita.

Il fuoco emetteva scintille verso il cielo simili a stelle che tentino di tornare nella loro remota e oscura dimora. Ma non c’era gioia in questo fuoco, nessuna celebrazione. Ciò che una volta era stato un fiero rifugio era ormai poco più che mucchio di cenere accumulato nelle ombre tremolanti dei tizzoni accesi.

“Mi dispiace, Viskar”. Il vecchio skaald posò la mano sulla spalla del ragazzo. “Non c’è niente che possiamo fare. Tuo padre ha perso la casa, e tutto ciò che era in essa, per la sua ultima scommessa con Grimhilde. Lei aveva il diritto di fare ciò che voleva con la sua vincita. ”

“Ha truffato. Ha truffato, ma non posso provarlo. Che cosa ne è stato di mio padre, Fiach? ” Il giovani ringhiò le parole, mordendo le sillabe come un lupo rode la sua zampa presa in una trappola. “Aveva anche il ‘diritto’ di ucciderlo?”

Il vecchio Fiach sospirò. “E ‘stato uno sbaglio attaccarla. Non ci saranno punizioni dal Wolfborn di Hoelbrak per le azioni di Grimhilde. Né si deve cercare vendetta su di lei, Viskar. Solo da poco sei un cacciatore, quanto basta per riuscire a malapena a tenere in mano la tua stessa lama. Grimhilde è potente, e le leggende della sua crudeltà sono usate per spaventare i bambini e gli umani.”  Scuotendo la testa, il skaald tirò un mantello di pelliccia di leopardo a coprire le sue ossa stanche. “Metti da parte la tua rabbia, giovane. Da una sepoltura a tuo padre. Lascia tutto questo ai corvi”.

“No.” Viskar si asciugò le lacrime con il dorso della sua mano, lasciando macchie di fuliggine sulle sue guance pallide. “Potrò essere giovane, Fiach, e potrei essere inesperto.”

“Ma sono pur sempre un Norn.”

Orsa, Leopardo delle Nevi, Corvo e Lupo

I Norn credono nella forza personale, nella vittoria individuale, e in una spiritualità terrena che è insieme primordiale e complessa. Essi venerano gli Spiriti della Natura, incarnata in animali che sono sia i guardiani che l’essenza stessa del mondo. Si può dire che probabilmente esistono tanti Spiriti della Natura quanti sono i diversi tipi di animali – uno Spirito del Lupo rappresenta tutti i lupi, uno Spirito del Doylak insegna la lezione delle forza e della perseveranza, e via a seguire. A differenza delle divinità umana, questi Spiriti della Natura non rappresentano concetti elevati come la “Guerra” o la “Natura”, ma incarnano piuttosto tutte le virtù e i vizi degli animali che rappresentano.

A causa della loro storia, i quattro più importanti Spiriti della Natura per chi vive nel Grande Rifugio di Hoelbrak sono l’Orso, il Leopardo delle Nevi, il Corvo e il Lupo.

Sciamano dell'Orsa

 

Questi Spiriti si manifestarono per condurre i Norn sopravvissuti verso Sud dopo che la loro patria settentrionale era stata devastata dal risveglio dell’Antico Dragone del Ghiaccio, Jormag. L’Orsa è il più venerato di tutti gli spiriti, ed è vista come un’icona di forza, intuizione, e saggezza. Il Leopardo delle Nevi uno Spirito solitario e furtivo, proprio come il suo parente animale, e i Norn rispettano i segreti che raccoglie. Il Corvo è l’astuto imbroglione che ama gli indovinelli e giochi di parole, e il Lupo è lo spirito del lavoro di squadra, dell’amicizia, e della famiglia. I Norn scelgono di seguire il percorso di un certo Spirito della Natura perché si sentono in qualche modo vicini ai suoi insegnamenti.

E ‘importante notare che, semplicemente perché i quattro Spiriti hanno lavorato insieme per aiutare i Norn a sopravvivere contro gli attacchi di Jormag non significa che essi – o i loro seguaci – sono sempre in ottimi rapporti. I seguaci del Lupo disprezzano la furtività del Leopardo delle Nevi considerandola come “codardia”, e gli Sciamani dell’Orsa sono noti per il fatto di diffidare fortemente degli adepti del Corvo, in quanto ritengono i loro inganni disonorevoli e deboli. Vengono tramandati racconti di epiche battaglie tra eroi di ogni rifugio, immortalando nella leggenda sia le virtù che i vizi incarnati dai loro Spirito patroni.

Le stelle sopra Cimefredde erano fredde e luminose, coronate dalla cangiante Aurora Boreale del cielo settentrionale. Nel Gran Rifugio di Hoelbrak, un giovane stava in piedi davanti agli Sciamani in cerca di vendetta.

“No,” disse lo Sciamano dell’Orsa. “Impara la forza, Viskar. Impara la saggezza. Grimhilde non cerca la vittoria. Essa cerca l’annientamento totale del suo nemico. Io non ti insegnerò a buttare via la tua vita “.

“Mi dispiace”, dissero i seguaci del Lupo. “Saremmo lieti di aiutarti a vendicare la tua famiglia, ma quello che proponi è un suicidio. Pensa ai tuoi cari. Se attacchi Grimhilde, essa punirà coloro che ami. ”

Il Havroun del Corvo  scosse la testa quando Viskar chiese. “Non puoi neppure dirmi in che modo avrebbe barato. Grimhilde è intelligente, e ha sempre una sorpresa letale per i suoi nemici. Se sai più cose di lei, lei finirà per distruggerti”.

Viskar strinse i pugni. “Nessuno mi aiuterà, dunque?”

Un’ombra si mosse in un angolo della loggia, e degli occhi gialli brillarono. “Non hai ancora chiesto a me,” mormorò l’oratore del Leopardo delle Nevi, Valharantha, i suoi movimenti regolari e aggraziati.

“Il Leopardo delle Nevi mi insegnerà la via per la vendetta?” Chiese. «Se seguo il suo percorso, sarà lei a mostrarmi come sconfiggere Grimhilde?”

“Di più”. Valharantha abbassò gli occhi e sorrise. “Lei porterà la tua vendetta nella leggenda.”

Il fardello dello Sciamano

Diversamente dagli esseri umani, i cui sacerdoti sono apprezzati per la loro dedizione ad un solo Dio, tutti i Norn si sentono ugualmente guidati e in amicizia con gli Spiriti. Alcuni Norn non seguono un particolare percorso, preferendo invece riverire tutti gli Spiriti della Natura, seguendo di volta in volta le lezioni importanti di uno o dell’altro per la loro vita quotidiana.  Coloro che scelgono di diventare Sciamani si dedicano alla zona sacra di uno Spirito: un sacrario, rifugio, o terreno di caccia dedicato al loro patrono Spirito della Natura. Essi servono il loro popolo come tutori e maestri, proteggendo il territorio e istruendo gli altri con gli insegnamenti dello Spirito che venerano.

Quattro degli Sciamani più potenti e devoti sono conosciuti come gli Oratori di Hoelbrak. Essi controllano le quattro logge che circondano la sala principale di Hoelbrak, che sono state sollevate in onore degli Spiriti che hanno guidato i Norn alla salvezza. Il sapiente Alarrin dei Frostborn parla nella loggia dell’Orsa; Moda il Nero è il colto oratore del Corvoo; la loggia del Lupo è guidata da un giovane oratore di nome Fastulf Jotharsson; la bella e misteriosa Valharantha è l’oratore per il Leopardo delle Nevi.

Sciamano del Corvo

Gli Sciamani possono essere trovati in tutte le Cimefredde e anche in aree lontane, ma un tipo particolare di Sciamano conosciuto come “Havroun” è molto meno comune. Un Havroun è un servitore particolare dello Spirito, un vigile e attivo difensore degli interessi dello Spirito sia in questo mondo e nell’altro. Gli Havrouns hanno la capacità unica di attraversare fisicamente le Nebbie e recarsi nella Sala degli Spiriti, dove il coraggioso vive per sempre. Non hanno bisogno di aprire un portale o eseguire un rituale a meno che non stiano portando altri con loro. Da soli, semplicemente entrano nel reame spirituale, inviando il loro spirito nelle Nebbie facilmente come se dovessero attraversare un focolare. C’è solo un Havroun per ogni Spirito della Natura; ce ne possono però essere altri in fase di apprendistato, se il Havroun attuale è invecchiato o stanco e si sta preparando per il suo passaggio finale nelle Nebbie.

Gli altri Spiriti

In primo luogo, i Norn di Hoelbrak riveriscono i quattro Spiriti della Natura che li hanno condotti a Sud, ma altri Spiriti esistono e insegnano le loro lezioni di vita. Alcuni sono meno potenti, come il Minotauro, il Wurm, o l’Aquila, e sono raramente avvistati o invocati. Alcuni Spiriti non sono senzienti, come la Montagna, il Fuoco, o l’Oscurità, e sono rappresentati come sfide da affrontare od ostacoli leggendari lungo il cammino di un eroe, più che come amici o guide come gli Spiriti della Natura..

C’è anche un piccolo gruppo di Spiriti che è venerato con grande dolore. Questi Spiriti della Natura “perduti” sono rimasti indietro per lottare contro Jormag. Il Gufo, il Dolyak (noto anche come Bue), l’Acquila, e il Wolverine sono lodati per il loro coraggio e il loro sacrificio. La morte del Gufo è ormai nota ai Norn – l’ultimo Havroun del Gufo la ha confermata – ma ciò che stato del Dolyak, dell’Acquila e del Wolverine, è ignoto anche agli Sciamani. Nessun Norn è stato benedetto per servire come Havroun di quegli spiriti per molte generazioni, ma del resto, non è raro per gli Spiriti più deboli (o per quelli che non sono vicini a questo mondo) di essere senza un Havroun. Tutto ciò che è per il momento noto è che questi Spiriti hanno mantenuto la linea di difesa nel lontano Nord e, con il loro coraggio, hanno aiutato i Norn a fuggire dagli artigli di Jormag.

Grimhilde si inginocchiò, studiando le tracce. Li stava seguendo ormai da sei giorni, da quando gli skaalds di Hoelbrak avevano cantato la leggenda di Whisperclaw, un feroce giovane gatto di montagna. Ben presto, avrebbe sfidato la bestia, e…

“Grimhilde!” Una voce la chiamò dalla vicina montagna. Con un rapido movimento raggiunse la sua arma. Qualcuno era venuto prima di lei? La sua preda era stata uccisa dalla mano di qualcun’altro? Con rabbia, la guerriera si raddrizzò e guardò su verso il dirupo. Non dovette aspettare a lungo per vedere il suo nemico. “Chi sei?” Chiese lei con cautela, le dita sulla lama della sua ascia. Se questo giovinetto aveva rubato il suo premio, lei lo avrebbe fatto pagare … con dolore.

“Io sono la tua morte.” Il giovane era su una alta cornice rocciosa, e si sforzava di rimanere in equilibrio. “Quattro anni fa hai ingannato mio padre portando via la sua vita. Sono qui per ripagare quel debito”.

“Mi ricordo di te adesso.” Grimhilde fece un passo indietro e spazzò l’aria con la sua ascia da un lato all’altro. “Tuo padre era una cosuccia debole – come del resto sei tu stesso. Avrei dovuto ucciderti quando eri bambino, ma quel vecchio mi sviò con le parole. Non importa. Mi occuperò di te, e quando tornerò al Gran Rifugio, me la vedrò anche con quella reliquia di cantastorie. ”

Il giovane ringhiò, occhi lucenti per il freddo, la vendetta amara. “Sei venuta qui a caccia”, disse, “ma sei tu ad essere cacciata. Servono sei giorni per tornare a Hoelbrak su ghiaccio e neve, senza un rifugio sicuro, nessun accampamento lungo la strada. ”

“Pensi di poter combattere contro di me?” Rise lei. “Uccidere me, Grimhilde la feroce? La più potente maestra d’ascia tra i Norn? Morirai miagolando come un gattino, giovane. Tu non sei abbastanza forte! ”

“Hai ragione. Io non sono abbastanza forte per affrontarti alle tue condizioni, quindi ti affronterò alle mie. “Il giovane cacciatore sorrise maliziosamente. “Il Leopardo delle Nevi mi ha allenato nei movimenti furtivi e nella caccia. Mi ha anche insegnato a rendere la mia mente resistente contro il sonno. Posso andare rimanere cinque giorni senza riposo. Morirò dopo sei giorni, ma lo farò se devo. Ma tu… dovrai pur dormire qualche volta. E io sarò pronto a scommettere la mia vita che ti fermerai per riposare prima di me. “

Grimhilde lo fissò, mentre il sangue lasciava il suo volto. “Tu vorresti uccidermi nel sonno?”

“Aspetterò fino a quando la preda non sarà indebolita, e allora colpirò. ” Il giovane cacciatore sorrise cupamente. “E per il Leopardo delle Nevi, giuro – Non mi sentirai arrivare”.

Dragoni

Dal momento del risveglio di Jormag, ci sono quelli tra i Norn – sempre giovani, maschi, e desiderosi di mettersi alla prova – che affermano che quel “Dragone” dovrebbe essere venerato tra gli Spiriti della Natura. Essi ammirano la forza Jormag, la sua cattiveria, e la sua crudeltà. Essi sostengono che, seguendo il percorso del Drago, un Norn può diventare invincibile come il Drago stesso. Guardano al racconto di Jora e suo fratello, Svanir, e vedono lui come il primo convertito al nuovo Spirito. Jora, che non ha accettato la benedizione del Dragone, è ripudiata secondo il loro culto, come del resto sono tutte le donne. (È interessante notare che Jormag non mostra la stessa tendenza dei suoi seguaci Figli di Svanir; è noto che egli corrompe tutte le razze senza distinzioni di sesso.)

Il Drago non ha un vero Sciamano, né un Havroun. Coloro che lo seguono non hanno la capacità di andare nelle Nebbie per suo conto, né hanno i doni che i Norn si aspettano di trovare negli Sciamani degli Spiriti della Foresta. Uno Sciamano del Dragone può ritenersi spiritualmente elevato, ma cade miseramente nel confronto con la realtà dei fatti. Questi sostenitori del Drago insegnano solo la corruzione; essi ottengono la benedizione corrotta; essi sono trasformati per sempre da Jormag. Alla fine, diventano anche loro “icebrood” e servono la bestia. Possono chiamarsi Sciamani, ma la maggior parte dei Norn li considera folli e pericolosi. Eppure, la promessa di potere e la sfida per governare il dono del Drago continuano ad attirare gli arroganti, portando giovani Norn al servizio del Dragone.

La cultura Norn esalta l’individualità. Essa esige che le persone siano giudicate per le loro azioni, non per le azioni del gruppo a cui appartengono. Se tre Figli di Svanir attaccano un Santuario, tali soggetti sono perseguiti e puniti. Ciò non significa che altri Norn che affermano di essere parte dei Figli di Svanir saranno puniti o trattati male a causa dell’accaduto – nella mentalità Norn, essi non hanno fatto nulla, quindi non sono da biasimare. Questo non significa che il Norn ignorino gli schieramenti delle persone o non capiscano che i Figli di Svanir sono individui pericolosi. E ‘semplicemente che, come razza, i Norn non giudicano una persona per i peccati della sua tribù.

Un Norn vive e muore con la sua propria leggenda.

“Lasciate che vi racconti una storia.” Il vecchio Fiach, il skaald, alzò le mani al cielo mentre il fuoco da campo crepitava e mandava scintille. “La storia di un eroe noto come Viskar Whisperclaw. In suo onore! Giusto guardiano rabbioso, assassino nell’ombra, uccisore della traditrice Grimhilde. Viskar, che nonostante tutte le sfide, era disposto a dare la vita per rivendicare il debito di sangue da colei che gli aveva fatto del male… “

 
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Pubblicato da su 26 febbraio 2011 in Blog Ufficiale

 

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